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de bloggheris.

prima dell'arrivo dei foodbloggher, dei fashionblogger, dei satirobloggher etc etc, c'eravamo noi. noi, i bloggher e basta. noi, i neofiti di questo mondo allora sconosciuto che ci appariva a metà tra un diario (poco) segreto ché guai a farsi sgamare - evviva i nickname in codice, le identità segrete e i commentatori anonimi, che oggi forse chiameremmo stalkers - e un trampolino di lancio per i nostri pensieri confusi, alla ricerca di riscontri, pareri, opinioni. noi, più sfigati che bloggher. bloggher sfigati, bloggher di poche pretese. ci si poneva con uno spirito diverso: non avevamo nessuna ricetta culinaria pazzesca da insegnare a qualcuno, nessun fondamentale fashion style da consigliare caldamente. avevamo le nostre stronzate spesso davvero poco, pochissimo intellegibili ai più - anche a noi stessi - e una sfilza di amici bloggher da commentare, per condividere quelle stronzate e le intimità più o meno virtuali. non ho mai pensato alla possibilità di farci dei soldi, eppure negli anni molti bloggher sono diventati scrittori. una casa editrice ics li ha adocchiati e pppemmm! tutti i post stampati e rilegati. penso agli e-book e sorrido per il controsenso. si stampa(va) il virtuale mentre (oggi) vanno tanto di moda gli e-book, gli e-book reader. si snatura(va) un qualcosa nato per essere fruibile on line, nell'immediato, mischiandolo con il profumo della carta appena stampata. controsensi o più semplicemente prospettive diverse.

tutto questo pippo-ne perché la scorsa settimana ho ospitato un caro amico stronzo, conosciuto anche grazie a questa esperienza da bloggher sfigati. oggi diremmo: bloggher stronzi, ma perché abbiamo fatto in modo che tutto scemasse, come se nulla fosse mai successo. un po' un peccato e un po' no, perché in fondo noi siamo quelli che vanno via sul più bello. sulla cresta dell'onda.




- semio proprio strrronzi.


Pubblicato il 30/9/2012 alle 2.20 nella rubrica Diario.

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